Devi istituire un fondo di emergenza per proteggerti

Avere un fondo di emergenza è una priorità.

Che cosa troverai in questo post?

  • La risposta a tutte le tue domande in merito ai fondi di investimento
  • i 5 step per istituirne uno che ti protegga dagli imprevisti della vita

Sei pronta?

Andiamo!

Ricerche sul web fondo di emergenza

Quando ho deciso di creare il mio fondo emergenza mi sono posta tantissime domande e per trovare tutte le risposte ho trascorso molto tempo a navigare il Web.

  1. Che cos’è?
  2. Perchè e come istituirlo?
  3. Come gestirlo?
  4. A quanto deve ammontare?
  5. Dove custodirlo?
  6. Quali sono le vere emergenze?

Sono le domande che mi sono posta e quelle alle quali darai una risposta se continuerai a leggere

Il fondo di emergenza

Che cos’è?

E’ una somma di denaro messa da parte in un conto separato, non facilmente accessibile, che utilizzerai solo in caso di imprevisti.

La vita è piena di sorprese e spesso sono molto costose e inaspettate. Vivere di stipendio in stipendio significa essere in balia di piccole e o grandi crisi senza avere gli strumenti per affrontarle, soprattutto per noi donne.

In realtà puoi non avere un fondo di emergenza solo se sei ricca, ma ti svelo un piccolo segreto: anche i ricchi lo pianificano. Semmai la differenza è il numero di zeri!

Le emergenze

Ovvero quando sei autorizzata ad utilizzare quel denaro.

Non esiste una risposta giusta e nemmeno una sbagliata: è una scelta personale perchè ciascuna ha le sue priorità.

La settimana bianca, non è un’emergenza, nemmeno sei stanca! Trova un modo diverso e alla portata delle tue entrate per riposarti. Una giornata in montagna, per esempio, se proprio non puoi fare a meno della neve.

Un guasto all’auto o al tuo computer sono un’emergenza se questi ti sono utili per il tuo lavoro. Diversamente usa i mezzi pubblici o il tuo smartphone finchè non hai risparmiato la somma per ripararli.

Le cure dentali inaspettate sono un’emergenza.

Rifletti attentamente su quali voci vuoi inserire nella tua scala di priorità. Essenziale è, una volta presa la decisione, attenersi quanto più possibile ad essa.

Le motivazioni

E’ stata forse la seconda domanda a cui ho cercato di dare una risposta e anche quella che mi ha spinto ad iniziare.

La motivazione più importante, per me, è non dover dipendere da nessuno in caso di imprevisto.

Tuttavia studi fatti dimostrano che coloro che non hanno un fondo di emergenza hanno un’altissima probabilità di indebitarsi. Questa mi sembra un’ottima ragione per correre subito ai ripari.

Dormire sonni tranquilli sapendo di poter far fronte a imprevisti è un altro buon motivo

L’importo del fondo di emergenza

Ci sono diverse teorie. In generale, il minimo, dovrebbe essere l’equivalente di 3 stipendi, ma questo importo può variare in base alla tua situazione. Più alto è l’ammontare delle tue spese mensili, oppure tanto più è difficile per te trovare un nuovo lavoro in caso di licenziamento, maggiore dovrà essere la somma messa da parte. In queste situazioni è opportuno valutare di ampliare il fondo fino all’equivalente di sei mesi, o più, del tuo stipendio.

Ti ho convinta dell’importanza di avere un fondo di emergenza? Sono certa di sì!

Allora vediamo insieme come costruirlo.

5 step per istituire il tuo fondo di emergenza

Risparmiare per ottenere un fondo di emergenza

Per costruire il tuo fondo di emergenza

  1. Parti da una cifra che puoi permetterti

Calcola entrate ed uscite mensili e fai budgeting e calcola quali spese puoi tagliare. Questo è il tuo numero magico: accantona quella somma in modo disciplinato , con pazienza, troverai un bel gruzzolo da parte.

Se hai la fortuna di avere già qualche risparmio da parte preleva una quota: sarà la tua base di partenza. Calcola la differenza rispetto alla somma che hai deciso e inizia il tuo accantonamento mensile.

2. Utilizza eventuali entrate extra per implementare il fondo

Sento già le tue proteste! Quel paio di scarpe ti chiama… E’ vero. Siamo donne e dobbiamo risparmiare con stile! Usa una parte degli extra per gratificarti e versa la restante nel tuo fondo emergenza. Cerca di fare almeno 50 e 50 ( meglio 70 risparmio e 30 gratificazione), mi raccomando!

3. Decidi a quale importo deve corrispondere il tuo fondo e raggiungilo, senza fare eccezioni.

Se hai deciso che tre mensilità sono sufficienti per te, attieniti a quella cifra e quando l’avrai raggiunta potrai fissare un altro obiettivo verso la tua indipendenza.

4. Togli i soldi dalla tua portata

Il denaro destinato al fondo di emergenza non deve essere facilmente accessibile. Deve essere disponibile in caso di necessità ma non a portata di mano.

Non deve rimanere sul conto che utilizzi per le spese e nemmeno deve essere conservato in casa. Puoi, ad esempio, aprire un conto dedicato ma questo non deve avere nè il bancomat, nè, tantomeno, la carta di credito.

5. Rendi il processo di risparmio dinamico e gratificante

Fissa traguardi intermedi al raggiungimento dei quali puoi sentirti più tranquilla. Questa sensazione ti ripagherà degli sforzi e darà stimolo ad andare avanti.

Qualche riflessione finale

Avere un fondi emergenza rende libere

Mi rendo conto che vedere un bel gruzzoletto inutilizzato sia una tentazione. Ricorda che questo è il passo più importante che potresti fare per la tua indipendenza. Poter contare su una somma che ti permette di non chiedere aiuto a nessuno, men che meno alle finanziarie, equivale a poter decidere liberamente.

In tempi come questi, l’inflazione è un aspetto da sottovalutare. Immobilizzare denaro su un conto corrente significa erodere il potere di acquisto nel tempo. D’altra parte investirlo significa non averne piena disponibilità all’occorrenza. Una soluzione potrebbe essere investire in cash equivalent . Ma di questo parleremo in un post dedicato.

Anche oggi siamo arrivati alla fine di questo articolo. Se il contenuto ti è stato utile, continua a leggere il mio blog. Ricorda: la tua indipendenza è il più grande investimento che potrai mai fare.

Contattami: sarò lieta di rispondere alle tue domande e ascoltare i tuoi consigli.

A presto

Emi

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